Dopo 30 anni riapre, a maggio, la Commenda di Prè. E’ costata decine di miliardi delle vecchie lire la ristrutturazione, che si è conclusa undici anni fa, ma il millenario “hospitale”, luogo di pellegrini, sfondo di mare con i crociati pronti a salpare, mura e volte possenti impregnate di storia, non era visibile a nessuno. Se non in qualche occasione di mostre. Poi i cancelli, i portoni, lo sbarramento. E quindi il degrado esterno.Da maggio la Commenda, che è di proprietà del Comune, riapre come museo-teatro, collegato al Galata. Museo-teatro perchè ad animare questi ambienti risalenti al 1100, a far respirare il Medioevo, a spiegare quell’epoca al di là delle suggestioni, a leggere quel monumento che non era un ospedale per malati ma un hospitale dell’anima e del corpo per pellegrini, non saranno nè bacheche, nè reperti, nè sculture, nè quadri, ma proiezioni, racconti, recite, carovane di ombre cinesi, vele da imprimere con filmati, sensori in movimento all’avvicinarsi del visitatore per dare voce a frati, sguattere, regine, crociati, saladini. Gallerie di antenati.
Un popoloso cast di giovani attori, con la regia di Andrea Liberovici entra alla Commenda con “Il Teatro del Suono”. Saranno le voci di guide speciali per i visitatori: da Frate Ugo e Frate Guglielmo al giudeo Beniamino da Iudela, dall’arabo Al Idrisi, al cronachista Matthew Paris, da Jacques de Vitry alla Regina Margherita di Provenza, da Benedetto Zaccaria a Francesco da Barbarino. Interpreteranno un arco di tempo che va dalla costruzione dell’edificio attorno al 1180 alla caduta di Costantinopoli nel 1480. La trama si dispiegherà tra il pian terreno e il primo piano dell’edificio in questi ambienti nudi ma perfetti, un manufatto architettonico di estrema armonia. «Dunque solo virtualità e scenografia passando per l’approccio scientifico» ribadisce il direttore del Museo del Galata Campodonico. Che insieme al sovrintendente Rossini, agli storici Gibelli e Ballard, ha messo in campo le competenze per creare il museo teatro. Il regista Andrea Liberovici ha fatto il resto.
Un popoloso cast di giovani attori, con la regia di Andrea Liberovici entra alla Commenda con “Il Teatro del Suono”. Saranno le voci di guide speciali per i visitatori: da Frate Ugo e Frate Guglielmo al giudeo Beniamino da Iudela, dall’arabo Al Idrisi, al cronachista Matthew Paris, da Jacques de Vitry alla Regina Margherita di Provenza, da Benedetto Zaccaria a Francesco da Barbarino. Interpreteranno un arco di tempo che va dalla costruzione dell’edificio attorno al 1180 alla caduta di Costantinopoli nel 1480. La trama si dispiegherà tra il pian terreno e il primo piano dell’edificio in questi ambienti nudi ma perfetti, un manufatto architettonico di estrema armonia. «Dunque solo virtualità e scenografia passando per l’approccio scientifico» ribadisce il direttore del Museo del Galata Campodonico. Che insieme al sovrintendente Rossini, agli storici Gibelli e Ballard, ha messo in campo le competenze per creare il museo teatro. Il regista Andrea Liberovici ha fatto il resto.
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